"Un popolo diventa povero e servo quando gli rubano la lingua adottata dai padri. L'incipit di Ignazio Buttitta usato dai Tarumba per dare senso al loro lavoro è più che mai a proposito perchè il gruppo lucano si propone di mantenere viva la tradizione popolare della sua regione utilizzando gli strumenti musicali di sempre. Ecco allora comparire l'ancestrale cubba-cubba, la zampogna con il sacco fatto rigorosamente di pelle di capra, il tamburo ricoperto di tenera pelle di coniglio, la chitarra battente e la splendida voce solista di Patrizia Giannattasio che libra potenza e veracità in Tricanese e Transumanza.
Le ricerche sul campo di Pietro Cirillo, leader del gruppo, hanno dato i loro frutti, tutti i brani appaiono molto ben strutturati ed è pregevole l'impatto complessivo dei suoni che lascia intuire quale sia il senso della lucanità, già del resto evidenziato dalla spigolosità del territorio. Una testimonianza sincera, mista a orgoglio, di una dura vita di lavoro che si dipana inesorabile fin dall'antichità e si placa solo davanti all'amore".
Roberto Caselli - JAM

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"Sull'aia di una masseria come sulla pista di una moderna discoteca. La magia dei lucani Tarumba è anche questa, un sortilegio che si fa beffe delle mode e del tempo riportando la musica alle sue origini più remote, genuine, popolari. C'è prima di tuto una grande attenzione filologica alle tradizioni folk del teritorio nel lavoro dell'ensemble di Tricarico, ma anche una freschezza e una dinamicità che non hanno affatto bisogno della sofisticata tecnologia contemporanea per far valere tutta la loro forza di suggestione, la loro prepotente capacità di coinvolgimento. Bastano e avanzano le sonorità naturali di arnesi primitivi come il cubba-cubba, i muri del suono di una zampogna e i ritmi frenetici del tamburo per fare un eccellente album folk e "Terra di magia" è proprio questo."
Elio Bussolino - Rockerilla

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"Dura la metà esatta di un cd "normale", questo lavoro appena pubblicato, ma sono renta minuti che valgono più del doppio di inutile minutaggio di tanti dischi fatti con un pezzo trainante, e tanta paccottiglia. Pietro Cirillo, leader dei lucani Tarumba ha le idee molto chiare su come innalzare un "muro" di suono trance possente. Il corpo indomabile della tradizione "curativa" di questa musica ariva dagli insegnamenti raffinati di Antonio Infantino, loro ci mettono una vis travolgente, una passione che troppo volte, nei dischi scanditi da chitarre battenti, percussioni antiche, voci "di testa" va persa quando si passa la soglia di uno studio di registrazione".
Guido Festinese - Alias de "Il Manifesto"

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"Accordando la chitarra del dialetto che, scrive Buttita, "perde una corda al giorno", i Tarumba descrivono la magia arcaica d'una Lucania onirica, senza civetterie. tra campanacci di animali al pascolo (Naca a'vint), le percussività di transumanza e pizziche ossessive".
Gianluca Veltri - Il Diario della settimana

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"La CNI produce un disco di notevole interesse del gruppo lucano Tarumba, intitolato Terra di magia. Il leader del gruppo è Pietro Cirillo, che fin da bambino, dal suo paese, tricarico, si è interessato delle tradizioni musicali della sua terra, e ha successivamente approfondito gli studi in questo ambito. la sua ricerca è poi sfociata nella costituzione di un gruppo musicale grazie all'incontro con Antonio Infantino, ricercatore e musicista, e con strumentisti quali Luciano Zasa, Graziano Lamarra, Amleto Livia, Domenico Andria, Giuseppe Palladino e Patrizia Giannattasio. Basta osservare gli strumenti che sono utilizzati dalla band per capire quale percorso sia stato sgeuito: chitarra battente, tamburello, campanacci, cubba cubba, marranzano, violino, percussioni; unica eccezione "moderna" il basso elettrico. Il risultato è un percorso nelle atmosfere, nei sapori, nelle esperienze di un mondo arcaico. E così ci si trova a percorrere un itinerario sonoro che va dalle musiche effervescenti che sostengono le danze popolari a quelle più sommesse e malinconiche. Il tutto rigorosamente in dialetto tra pezzi originali e altri tradizionali."
Gianluca Barbieri - La Cronaca di Cremona

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recensione sulla prestigiosa rivista rivista "BLOW UP"

recensione del 05/ 2009 -sulla prestigiosa rivista rivista "BLOW UP" (Piercarlo Poggi)
Dalla Lucania con furore. I Tarumba di Pietro Cirillo si inseriscono a pieno titolo nel filone dei "tarantolati" che tanto clamoremediatico ha suscitato nell'ultimo decennio. Con un pero'sostanziale : lasciano ad altri la furbizia di un approccio addomesticato e melioso per concentrarsi sulla forza arcaica delle origini. I suoni ne escono cosi' sporchi e bruitistici anche se il gruppo non rinuncia a qualche sprazzo di elettricità, ma al solo scopo di indurre e oscurare la scenografia.Al centro della scena rimangono la chitarra battente ed unprofluvio di percussioni, e voci maschili decisamente superiori alla media.Tutto per apprezzare la colata trance di una formazione da tenere d'occhio.                                                                                                                                                           

Piercarlo Poggi

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Taranta tellurica - Guido Festinese - Il Giornale della musica (dicembre, 2008)

Guido Festinese - Il Giornale della musica

Avevamo lasciato l'ensemble guidato da Pietro Cirillo nella fascinosa terra di magia che intitolava il primo album, lo ritroviamo sulle stesse latitudini (con un approfondimento in più, ça va sans dire) a caccia della nera tarantola che nascosta attende il passo falso, morde e diffonde il tossico, e attende poi, insidiosa e feroce, il contravveleno della danza e della musica. Una metafora della necessità di una "morte e rinascita" attraversando la soglia del dolore e del disagio ben conosciuta in antropologia, ben poco per chi vive il "tarantismo" solo come effimero e danzereccio "evento" estivo. Qui la chitarra battente "batte" davvero, le percussioni lignee e l'ansimante tellurico del "cubba-cubba" non concedono un'attimo di tregua, le voci ripercorrono piste che abbiamo imparato a riconoscere in tanti progetti a questo paralleli, non sempre con la stessa ostinata forza di base. Quando rallenta il ritmo (ed è il caso della sinuosa ninna vola) sembra di avere un respiro di requie. poi ricomincia la danza delle note, necessaria e implacabile, sottolineata da una ripresa sonora (forse) volutamente oscura.
Guido Festinese
http://www.giornaledellamusica.it/edicola/

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di Federico Genta - LA STAMPA Web - 24 Aprile 2006

In Lucania attorno alla Tricarico di Piero Cirillo, alle sue ricerche che fondono la propria terra alla musica, nasce un nuovo  progetto.Uno studio che si sviluppa attraverso l'utilizzo di strumenti unici, che evocano il sapore e la storia dei luoghi che lo circondano. Nasce così Terra di magia: nove brani incalzanti, corposi, capaci di trasmettere sensazioni e emozioni del tutto particolari. Un album capace di pescare ora il cantato, ora una forma più strumentale, con evidente disinvoltura. Un lavoro ben curato, prodotto dalla label indipendente romana Cni (compagnia nuove indie), che ne ha saputo cogliere l'indiscutibile particolarità espressiva.

 
Federico Genta

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Sangue che ribolle -
di Emilio Salierno - Gazzetta Del Mezzogiorno - 12 Maggio 2006

Il filone è quello etnomusicale. I riti che richiama sono antichi ed allo stesso tempo irrefrenabili. Atmosfere suggestive, suoni e motivi della tradizione lucana riproposti nella formula "magica e cosmica" che ha in Antonio Infantino il precursore. ....
La grande e rinomata fabbrica del Tarantismo meridionale ha sfornato un altro mirabile prodotto.
Pietro Cirillo Coniugando tradizione e tecnologia fa emergere  un sound le cui vibrazioni suscitano ritmi incalzanti e sussultori, intrecciati come sono ad atmosfere che a tratti richiamano anche l'Africa ed il Magreb in particolare. ....
Una musica forte, ossessiva che sa essere anche molto dolce quando propone le antiche nenie della tradizione lucana. "Terra di Magia" è un cd che non può sfuggire all'attenzione di chi vuole farsi trasportare, di chi non intende reprimere turbolenze passionali dietro l'angolo e pronte a scatenarsi.

 Emilio Salierno

 

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